Emorroidi

Le emorroidi patologiche sono dei corpi cavernosi di volume aumentato contenenti sangue venoso ed arterioso, che possono protrudere dall’ano. A seconda del plesso da cui traggono origine possono essere suddivise in emorroidi interne ed esterne. Secondo la Teoria unitaria del Prolasso (Prof. A. Longo) La malattia emorrodiaria è correlata ad un prolasso dapprima mucoso poi parietale vero e proprio del retto. 

Sintomi:

Sanguinamento

Dolore, prurito 

Sensazione di ingombro anale

Iniziale trattamento :

Regolarizzazione della funzione intestinale e dello sforzo durante l’evacuazione; mantenere le feci morbide ;Aumentare l’assunzione di fibre alimentari: frutta e verdure, alimenti integrali; bere sufficienti quantità di liquidi durante il giorno (almeno 2 litri lontano dai pasti). Assumere integratori di fibre , quali Psillium, crusca, etc. Una regolare attività. fisica aiuta l’intestino, stimolandone la funzionalità e regolare funzionamento

Quando non risponde al trattamento iniziale richiede un trattamento  chirurgico:

La legatura elastica è generalmente il trattamento di prima linea raccomandato nei pazienti che presentano la malattia nelle fasi iniziali .Si tratta di una procedura in cui vengono applicati elastici sulle emorroidi interne, almeno 1 cm al di sopra della linea pettinea, con lo scopo di interrompere la perfusione sanguigna. Entro 5-7 giorni, le emorroidi cadono. Occasionalmente la procedura può essere gravata da ha un forte dolore subito dopo l’applicazione e nei giorni seguenti, sanguinamento a distanza dalla procedura. Il tasso di successo dell’intervento è molto elevato e non è privo di complicanze anche gravi.

La scleroterapia comporta l’iniezione nelle emorroidi di un agente sclerosante, come il fenolo. Ciò comporta che le pareti delle vene collassino e che le emorroidi raggrinziscano. Il tasso di successo, a quattro anni dopo il trattamento, è di circa il 70%. La tecnica pur non essendo invasiva può comportare delle complicanze talvolta gravi.

Int. secondo Milligan Morgan (1937)

Consiste nella rimozione dei pacchetti emorroidari, con legatura chirurgica alla base di esse. E’ molto efficace, tuttavia risulta abbastanza dolorosa nel periodo postoperatorio poichè lasciano nella zona perianale tre ferite che provocano dolore durante l’evacuazione. Le complicanze sono abbastanza rare, ma possono essere severe, quali stenosi anale, emorragia a distanza, incontinenza di vario grado.

Emorroidopessi con suturatrice meccanica (1990)

La tecnica, sviluppata dal Dr. Longo negli anni ’90, si avvale di una suturatrice meccanica ed è meno dolorosa e più “fisiologica” delle emorroidectomie tradizionali in quanto non asporta i cuscinetti emorroidali ma interviene direttamente sul prolasso, causa primaria della malattia emorroidaria. Tuttavia essa comporta alcune specifiche complicanze: emorragia postoperatoria, dolore retto-anale persistente, urgenza defecatoria. Inoltre, al momento, la tecnica non ha dimostrato una stabilità nei risultati a lungo termine quando paragonata alla precedente.

THD Dearterializzazione Emorroidaria Transanale (1995)

E’ la meno invasiva tra le tecniche chirurgiche per il trattamento delle emorroidi, in quanto non comporta l’asportazione di tessuto, ma solamente l’applicazione di punti di sutura interni, sulla mucosa rettale, in un’area insensibile al dolore. Questa tecnica di chirurgia per le emorroidi utilizza un apposito proctoscopio e una sonda Doppler che consentono la localizzazione dei rami terminali dell’arteria rettale superiore e la loro successiva legatura con punti di sutura. In caso di prolasso, alla legatura dei rami dell’arteria rettale superiore si associa una pessia, ovvero il riposizionamento della mucosa nella sua sede naturale.

La dearterializzazione emorroidaria Doppler guidata con laser (Tecnica HeLP). (1990) Il trattamento laser con tecnica HeLP è una recente tecnica chirurgica mininvasiva, che si è dimostrata in questi anni essere efficace nel trattamento delle emorroidi, soprattutto nelle fasi iniziali- intermedie. La Tecnica HeLP (Hemorrhoidal Laser Procedure) è una metodica chirurgica assolutamente poco invasiva, di breve durata (10-20 minuti), eseguibile senza alcun tipo di anestesia, consentendo un immediato ritorno alla vita normale. Attraverso l’utilizzo di un laser, si procede alla chiusura dei rami terminali delle arterie rettali superiori, che irrorano i plessi venosi emorroidari principali. Come conseguenza dell’interruzione del flusso arterioso, le vene emorroidarie vanno quindi incontro ad una graduale e progressiva riduzione di volume fino a loro completa scomparsa. Le arterie da chiudere vengono individuate in fase intraoperatoria con la sonda Doppler in dotazione, specifica per questo tipo di tecnica. Successivamente, attraverso lo stesso canale dell’anoscopio, anch’esso specifico per la tecnica HeLP, si introduce la fibra laser e si procede al trattamento laser dell’arteria.


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