Malattie infiammatorie

Le malattie infiammatorie intestinali sono caratterizzate dall’infiammazione dell’intestino, che spesso provoca dolori addominali ricorrenti e diarrea.

I due tipi principali di malattia infiammatoria intestinale (inflammatory bowel disease, IBD) sono

  • Morbo di Crohn
  • Colite ulcerosa

Queste due malattie sono simili per molti aspetti e la diagnosi differenziale spesso risulta difficile. Tuttavia, vi sono alcune differenze. Ad esempio, il morbo di Crohn può interessare quasi tutto il tratto digerente, mentre la colite ulcerosa interessa quasi sempre solo il colon.

La causa di questa IBD non è nota ma alcuni dati suggeriscono che i normali batteri intestinali attivano una reazione immune anomala in soggetti con predisposizione genetica.

L’IBD colpisce ad ogni età ma in linea generale esordisce prima dei 30 anni, in genere fra i 14 e i 24. Alcune persone hanno il primo attacco tra i 50 e i 70 anni di età. La sua incidenza è maggiore nelle popolazioni dell’Europa settentrionale e di origine anglosassone ed è 2-4 volte più comune tra gli ebrei aschenaziti rispetto ai bianchi non ebrei che vivono nella stessa regione. Sono colpiti in egual misura i pazienti di sesso maschile e quelli di sesso femminile. I parenti di primo grado (madre, padre, sorella o fratello) di soggetti con IBD hanno un rischio di 4-20 volte superiore di sviluppo di IBD. La tendenza ad essere di carattere familiare è notevolmente superiore nel morbo di Crohn rispetto alla colite ulcerosa.

Sintomi

I sintomi causati dalla IBD variano in funzione della parte dell’intestino coinvolta e dalla presenza di morbo di Crohn o colite ulcerosa. I pazienti con morbo di Crohn presentano generalmente diarrea cronica e dolore addominale. I pazienti con colite ulcerosa presentano di norma episodi intermittenti di dolore addominale e diarrea emorragica. In entrambe le malattie, i pazienti con diarrea di lunga anamnesi possono perdere peso e diventare denutrite.

In alcuni casi l’IBD causa infiammazione in altre parti del corpo come articolazioni, occhi, bocca, fegato, cistifellea e cute. L’IBD aumenta inoltre il rischio di cancro nelle aree dell’intestino affette.

Diagnosi

  • Esami del sangue e delle feci
  • Endoscopia con biopsia tissutale

Per fare una diagnosi di IBD, il medico deve per prima cosa escludere altre possibili cause di infiammazione. Ad esempio, l’infezione da parassiti o batteri può causare infiammazione. Pertanto, il medico svolge numerosi accertamenti.

I campioni di feci sono analizzati per evidenza di infezione batterica o parassitaria (acquisita durante un viaggio, ad esempio), incluso un tipo di infezione batterica (infezione da Clostridium difficile) che può originare dall’uso di antibiotici.

Il medico ricerca anche la presenza di malattie del retto sessualmente trasmesse, come gonorrea, infezione dal virus dell’herpes e infezione da Chlamydia.

È possibile il prelievo di campioni tissutali dalla mucosa del retto in corso di sigmoidoscopia (esame del colon sigmoideo con una sonda di esplorazione), che vengono successivamente esaminati al microscopio per la ricerca di possibile evidenza di altre cause di infiammazione del colon (colite). L’asportazione e l’esame del tessuto prende il nome di biopsia.

Il medico tiene conto di altri disturbi che causano sintomi addominali simili come la sindrome dell’intestino irritabile, la colite ischemica (che si sviluppa più spesso in pazienti di età superiore a 50 anni), le sindromi da malassorbimento, fra cui la celiachia e certi disturbi ginecologici nelle donne. Per escludere altre patologie si possono eseguire esami di diagnostica per immagini, come radiografie, tomografia computerizzata (TC) o risonanza magnetica per immagini (RMI) dell’addome.

Trattamento

  • Farmaci
  • Talvolta intervento chirurgico
  • Dieta e gestione dello stress

Sebbene non vi sia alcuna cura per l’IBD, molti farmaci ( Farmaci che riducono l’infiammazione intestinale causata dal morbo di Crohn e Farmaci che riducono l’infiammazione intestinale causata da colite ulcerosa), inclusi aminosalicilati, corticosteroidi, farmaci immunomodulatori, agenti biologici e antibiotici possono aiutare a ridurre l’infiammazione e alleviare i sintomi dell’IBD.

I pazienti con gravi forme della malattia richiedono talvolta l’intervento chirurgico.


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