Articoli

La riabilitazione del Pavimento pelvico è un insieme di tecniche che vengono applicate dal riabilitatore certificato al fine di ripristinare il corretto funzionamento dell’apparato sfinteriale urinario e fecale.

Le sue prime applicazioni, fondate sopratutto sulla fisiochinesiterapia, si dedicavano al recupero dell’incontinenza urinaria femminile. Gradualmente si sono ampliate le applicazioni e le tecniche utilizzabili estendendole all’incontinenza fecale, alla defecazione ostruita funzionale (o inversione di spinta /dissinergia addominoperineale/sindrome del puborettale paradosso), al dolore pelvico cronico (anale, perineale ma anche vaginale specialmente durante i rapporti sessuali), all’ipo o ipersensibilità rettale e più di recente al recupero della corretta funzionalità intestinale dopo chirurgia resettiva del retto.

Molte volte il/la paziente si spaventa quando, dopo la visita specialistica, si pone l’indicazione alla riabilitazione del pavimento pelvico. A spaventare è il timore di provare dolore, affaticamento, paura di non essere in grado di migliorare la propria condizione, scarsa fiducia in se stessi.

Direi di iniziare con l’informazione più semplice: NON E’ DOLOROSA. Inoltre, una volta poste le corrette indicazioni alla riabilitazione TUTTI I PAZIENTI ne possono trarre beneficio (si anche quei pazienti ai quali il vicino di casa ha detto che un suo lontano parente non ha risolto nulla). Chiaramente il segreto del successo in questo caso è avere una corretta diagnosi da un Medico chirurgo specialista del Pavimento Pelvico che pone una corretta indicazione alla riabilitazione individuandone le motivazioni e le tecniche più adeguate.

Ebbene si , avete letto bene, NON A TUTTI I PAZIENTI SERVONO LE STESSE TECNICHE DI RIABILITAZIONE. L’evoluzione delle conoscenze teorico-pratiche degli ultimi 20 anni ci ha permesso di raggiungere un alta capacità diagnostica (pensiamo all’ecografia Transanale 3D, la manometria anorettale, la defecorisonanza ) che a sua volta ci permettono di distinguere le diverse sfumature del disturbo pelvico e trattarle con algoritmi diversi.

Di tecniche riabilitative ne esistono molte, si pensi ad esempio agli esercizi di Kegel ed al biofeedback per la parte motoria, le tecniche di rilassamento /decontrazione , la riabilitazione della sensibilità ed il recupero post-chirurgico. Tutte queste tecniche devono essere inserite in un planning terapeutico completo che risolva ogni singolo aspetto di disagio del paziente.

Al fine di comprendere meglio farò un esempio: Luisa è una donna di 53 anni (il nome è inventato) che soffre di stipsi da quando era una ragazzina. Ultimamente ha difficoltà ad evacuare con un senso di ostruzione e spesso con la tosse o la risata perde la pipì.

E’ evidente che il problema di Luisa è complesso e riguarda tutti gli aspetti del pavimento pelvico. Non mi dilungo sui dettagli del set-up diagnostico ma è intuibile che l’intervento del professionista debba tendere a risolvere la stipsi , la defecazione ostruita (che può avere cause chirurgiche o funzionali) e l’incontinenza urinaria. Solo con approccio completo Luisa potrà pensare di liberarsi di questi disturbi e, anche il lettore meno esperto avrà capito, che l’eventuale riabilitazione deve prendere in carico , con diverse strategie, i diversi problemi Luisa.

Ma quindi come si svolge la riabilitazione?

Normalmente un ciclo di riabilitazione comprende 10 sedute che vanno eseguite, quando possibile, nel più breve tempo possibile (2 o 3 sedute settimanali).

La seduta di riabilitazione , a seconda del problema principale che si deve trattare può iniziare con dei semplici esercizi di respirazione diaframmatica e rilassamento oppure con esercizi di coordinazione addomino-perineale. In altri casi può essere necessario cimentarsi negli esercizi di biofeedback (qualche paziente li ha definiti “giochini divertenti”) oppure passare alla riabilitazione volumetrica. In casi selezionati si applica una sonda che permette grazie a degli impulsi di rilassare la muscolatura e allenarla.

Ancora una volta non mi dilungo nei dettagli perché sarebbe inutile e noioso, tuttavia , in questi anni, ci siamo accorti che l’aspetto più importante della riabilitazione è che si crei un rapporto di FIDUCIA e COMPLICITA’ tra il/la paziente ed il terapista senza il quale nessun obiettivo è raggiungibile.

Quindi, NON ABBIATE PAURA perché non c’è motivo di averla;

Cercate solo PROFESSIONISTI CERTIFICATI perché altrimenti buttate tempo e denaro e perdete la fiducia in questa importante arma contro i disturbi funzionali del pavimento pelvico;

Convincetevi che NON SIETE UN CASO SENZA SPERANZA ma probabilmente avrete solo la necessità di cure più complesse o di una corretta diagnosi;

Una volta liberati dai problemi del pavimento pelvico potrete riprendere tutte le vostre NORMALI ATTIVITÀ alle quali avete rinunciato.

Dr Marco Franceschin

Chirurgia coloproctologica e del Pavimento pelvico

IRCCS Policlinico San Donato